Origine Preferenziale: nuove regole per gli scambi UE-Paesi PEM

La Commissione Europea ha approvato una serie di proposte per promuovere gli scambi commerciali tra l’UE e i Paesi della regione paneuromediterranea (PEM), per favorire la ripresa economica delle aziende europee a seguito dell’emergenza sanitaria. I venti Paesi PEM coinvolti sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Isole Fær Øer, Turchia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Palestina, Georgia, Repubblica di Moldova, Ucraina, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Kosovo.

Le proposte dovranno ora essere recepite dal Consiglio, che provvederà a modificare tutti gli accordi siglati con i relativi Paesi PEM (entro la prima metà del 2021).

Le modifiche degli accordi con i Paesi PEM

Sono state approvate ventuno proposte di decisioni del Consiglio che consentiranno di introdurre negli accordi bilaterali tra l’Unione Europea e i venti Paesi PEM, alcune semplificazioni per l’attribuzione e l’attestazione dell’origine preferenziale. Ecco alcune novità:

1. I prodotti che provengono dai Paesi della regione paneuromediterranea potranno beneficiare facilmente delle preferenze tariffarie, grazie alla soppressione delle prescrizioni cumulative e alla previsione di norme specifiche per ciascun prodotto e alla fissazione di soglie per il valore aggiunto locale più adeguate alle esigenze di produzione dell’UE.

2. Attraverso il “cumulo integrale”, sarà possibile suddividere tra i diversi Paesi PEM le attività di lavorazione richieste per l’acquisizione dell’O.P., per semplificare la gestione della supply chain.

3. Soglia di tolleranza più alta (sino al 15%) verso le materie prime e i componenti non originari utilizzati per la fabbricazione di un bene.

4. Per i Paesi paneuromediterranei sarà revocato l’attuale divieto di rimborso dei dazi, tutt’ora versati sull’importazione di componenti non originari.

5. Introdotto il concetto di “non manipolazione”: anche nel caso di attraversamento di territori diversi, sarà sufficiente dimostrare che i beni non abbiano subito lavorazioni.

6. Previste modalità semplificate per la prova dell’origine, come la dichiarazione di origine effettuata dall’esportatore e il rilascio/la presentazione elettronica dei documenti attestanti l’origine.

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