Per i controlli antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo esistono sul mercato soluzioni software pensate appositamente per gli intermediari finanziari affinché possano effettuare agevolmente ed efficacemente le dovute verifiche imposte dalle normative nazionali ed europee.

Le soluzioni informatiche si stanno rivelando molto utili per gli addetti ai lavori, vista la complessità e l’importanza che queste attività di controllo stanno acquisendo in seguito ai recenti aggiornamenti normativi e all’inasprimento dei provvedimenti per i non adempienti.

Il 2018 appena conclusosi è stato infatti un anno che ha visto salire agli onori delle cronache diversi scandali che hanno coinvolto istituti bancari, Danske Bank e Morgan&Stanley per citarne un paio, con l’accusa di gravi carenze e violazione delle leggi antiriciclaggio.

Fatti, questi, che hanno colpito sia per le conseguenze legali che hanno generato sia per i danni di immagine che ne sono conseguiti.
Un progressivo rafforzamento delle misure e delle normative europee di contrasto alle attività illecite in ambito finanziario è iniziato nei mesi scorsi e si stima continuerà anche nel 2019. La strada per il contrasto ad attività di questo tipo, tuttavia, è ancora molto lunga.

Uno studio dell’Office on Drug and Crime delle Nazioni Unite afferma infatti che i finanziamenti illeciti rappresentano tra il 2% e il 5% del PIL mondiale, per un valore monetario pari a circa 2000miliardi di dollari.

Tuttavia i dati dimostrano che la sensibilità degli enti finanziari verso le dovute verifiche sui soggetti che si appoggiano ad essi per transazioni di denaro sta aumentando: le segnalazioni di operazioni sospette registrate dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia nel 2018 sono state quasi 100mila, il 4,5% in più del 2017.

Da considerare è però anche il fatto che i rischi per gli intermediari finanziari non stiano scemando. Il fatto che negli ultimi 7 anni il Basel AML Index abbia costantemente registrato un aumento progressivo nel punteggio relativo al rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo nella maggior parte dei Paesi presi in esame a livello internazionale, circa 130 in totale, ci fa comprendere come, nonostante l’inasprimento delle pene e dei provvedimenti legali per chi non effettua efficacemente i controlli AML e CTF e l’aumento della soglia di attenzione per le procedure Know Your Customer per le organizzazioni, il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo per sia ancora troppo alto.

Questo dato ci fa riflettere su due aspetti: da un lato sul fatto che i singoli governi non siano in grado di attuare misure di prevenzione e controllo su queste attività illecite, dall’altro sul fatto che essi siano negligenti nel rendere effettive ed efficaci le misure punitive.

A fronte di ciò è naturale che la Commissione Europea abbia l’intenzione di rafforzare il potere di supervisione per la Banca Centrale Europea in merito al rischio di riciclaggio di denaro sui Paesi dell’Unione.

L’incremento dei controlli e delle sanzioni da parte delle autorità preposte per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo obbligherà ancora di più gli enti finanziari e gli intermediari ad adottare processi e soluzioni tecnologiche per tutelare sé stessi e la propria reputazione agli occhi dei clienti.

Queste soluzioni tecnologiche non devono semplicemente supportare gli enti finanziari nello svolgimento delle dovute verifiche sulle transazioni, ma anche certificare che queste vengano regolarmente e correttamente eseguite. Strumenti digitali di questo tipo esistono e i vantaggi che offrono agli enti finanziari e assicurativi non si fermano solo all’esecuzione delle verifiche e alla relativa certificazione.

Infatti grazie a questi strumenti è possibile ottenere dati più dettagliati sulle attività di controllo e individuare più efficacemente i falsi positivi tra le segnalazioni prodotte. Inoltre le tecnologie informatiche sono uno strumento di estrema utilità in quanto consentono la gestione di set di dati di grandi dimensioni (Big Data) grazie ai quali, ad esempio, è possibile ricostruire a ritroso un’eventuale operazione illecita in capo ad un destinatario ed analizzare il reale ruolo e l’inadempimento dell’intermediario finanziario che ha permesso la transazione di denaro.

L’immediatezza e l’attendibilità con sui software di questo tipo possono supportare gli enti finanziari nelle procedure KYC riducono effettivamente anche l’effort lavorativo ed economico degli operatori durante i controlli.

L’aspetto più significativo per cui i software per i controlli antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo rappresentano reale aiuto per banche, sgr e assicurazioni è la loro capacità di eseguire analisi probabilistiche predittive. Infatti, sulla base di evidenti o presunte situazioni di rischio, i sistemi sono in grado di generare modelli probabilistici che consentono di svolgere analisi predittive su Paesi o aziende con cui si ha la volontà di entrare in contatto o per consentire transazioni di denaro.

I controlli sui nominativi sospetti possono essere effettuati sulla base di Sanction List nazionali e internazionali o anche su liste private interne degli enti finanziari stessi; è possibile integrare in un unico data base tutte le liste di riferimento in modo che i controlli siano più puntuali e sicuri.

La velocità di elaborazione raggiunta dalle nuove soluzioni digitali consente verifiche in pochi secondi, utilizzabili anche per i nuovi bonifici istantanei, offrendo quindi agli operatori un notevole contributo in termini di tutela.

Detto questo, potrebbe sembrare che quelle di cui stiamo parlando siano tecnologie complesse e di difficile acquisizione, onerose e non sempre facili da usare. In realtà questo è vero solo in parte.

È chiaro che si tratta di soluzioni che, dato il tipo di funzionalità, hanno un livello di complessità intrinseca elevato. Tuttavia, si tratta di strumenti ampiamente consolidati sul mercato che vengono costantemente aggiornati e potenziati per rispondere sempre meglio alle esigenze degli utenti, disponibili con un design intuitivo che ne consente un utilizzo alla portata di tutti, a prescindere dal grado di affinità con la tecnologia. Inoltre è possibile integrare software per i controlli AML e CTF con sistemi gestionali interni già in uso presso le aziende o le istituzioni.

È fondamentale scegliere il giusto partner tecnologico, possibilmente con un alto grado di competenza e di esperienza, che sia in grado di supportare ed essere al fianco del cliente dalle prime fasi di acquisizione della soluzione fino alla fase di formazione del personale interno per un corretto ed efficiente utilizzo della piattaforma.

Da ultimo il costo. Si tratta di un investimento tecnologico accessibile a tutte le organizzazioni, piccole, medie e grandi, che restituisce da subito un vantaggio in termini di immagine e sicurezza, non solo agli occhi dei consumatori finali, ma anche degli organi di controllo.

Articolo scritto da Maria Teresa Andreani

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