CON “INTERNET OF THINGS” IL BUSINESS E’ PIU’ SMART

 

Il 2017 è stato l’anno della trasformazione, con molti settori che investono nell’IoT. Sempre più aziende negli ultimi anni hanno capito davvero il valore di ottenere più informazioni possibili dai loro dati.

Internet of Things o semplicemente IoT oggi è uno dei termini più cool quando si parla di Digital Transformation o Innovazione.

Se da un lato IoT è un fenomeno che desta molte aspettative da essere definito terza/quarta rivoluzione industriale, dall’altro lato causa inquietudini così profonde sulla cyber security che genera non poche perplessità. Tuttavia le previsioni per l’Internet of Things sono grandiose: ci sono già cose più connesse delle persone nel mondo!

L’analista Gartner calcola che nel 2017 sono stati utilizzati circa 8,4 miliardi di dispositivi IoT, in aumento del 31% rispetto al 2016, che raggiungerà 20,4 miliardi entro il 2020.

Lo sviluppo e la diffusione dei dispositivi intelligenti acquisiscono funzioni sempre nuove e diventano una vera e propria interfaccia multifunzione attraverso cui le persone interagiscono con essi e con l’ecosistema di informazioni che le circonda.

Tutto questo ha creato un ambiente di città intelligente i cui reali benefici rappresentano la comprensione di nuove dinamiche sociali, economiche e culturali, in cui la tecnologia rappresenta l’interconnessione di 3 pilastri fondamentali: Prodotti, Persone e Processi.

Le potenzialità di IoT, tuttavia rischiano di rimanere inespresse se i Prodotti non vengono collegati con gli altri due elementi: le Persone che li utilizzeranno (cittadini, operai, manutentori, controller, tecnici, manager, fornitori, clienti) e i Processi che li coinvolgono, all’interno e all’esterno, in una logica di supply chain interamente interconnessa.

Ma cos’è realmente l’“Internet of Things”? Già dagli anni 90 Kevin Ashton definiva “L’IoT come sistema che integra l’interconnessione della cultura umana – le nostre “cose”- con l’interconnessione del nostro sistema di informazione digitale -“Internet “.

Per cui oggi quando si parla di IoT non si intende semplicemente “intelligenza delle cose” in senso stretto, quanto piuttosto, intelligenza dei servizi associati al potenziale di Internet e a un modello di sviluppo grazie al quale è possibile integrare a qualsiasi oggetto una piccola componente tecnologica dotata di capacità elaborativa tale da trasformare qualsiasi altro oggetto in un dispositivo comunicante anche senza l’utilizzo dei cavi, ma sfruttando l’innovazione digitale, associata all’evoluzione mobile, al cloud e a nuove logiche collaborative in tutta la filiera.

Qual è stata realmente la prima applicazione di IoT? Se è vero che le prime cose che hanno fatto parlare di IoT sono stati i gadget (Fitbit e simili), la prima applicazione IoT “vera e propria” in termini di impatto economico è stato il fenomeno dello Smart Manufacturing: l’introduzione di macchinari intelligenti, connessi a Internet e interconnessi, all’interno di un’impresa.

Se tra le persone una migliore comunicazione evita gli errori, gli equivoci e i ritardi, tra le macchine aumenta la velocità, la flessibilità, l’efficienza, la continuità produttiva, l’automazione e la sicurezza.

Da sempre si parla di automazione industriale; ora però, a differenza di quanto già avviene nell’ambito di tecnologie e processi Machine-to-Machine, la vera sfida è la combinazione di automazione e interconnessione delle produzioni.

L’automazione in sé non riduce la possibilità di guasti, mentre sempre più l’intelligenza predittiva permetterà di prevederli, comprenderne le cause e porre rimedi, evitando interruzioni nella produzione.

Se negli anni INDUSTRIA ha sempre significato standardizzazione, oggi grazie alle tecnologie cloud, alla produzione additiva, alla robotica (in altre parole alla flessibilità), i cicli di produzione saranno sempre più corti e i prodotti sempre più personalizzati, per arrivare in certi casi alla singola unità.

Ma parlare di Smart Manufacturing nella sola prospettiva di Smart Factory significa tralasciare un lato della medaglia altrettanto significativo: gli Smart Product.

Un prodotto che comunica anche dopo essere uscito da uno stabilimento produttivo, apre nuovi scenari. Per esempio per il controllo delle performance: con IoT è possibile verificare in tempo reale le prestazioni dei prodotti, ovunque essi siano, incrociare i risultati con le diverse condizioni ambientali e valutarne il comportamento effettivo in condizioni di utilizzo reale. Ne conseguono opportunità in termini di miglioramento delle caratteristiche: arricchire funzionalità più utilizzate, eliminarne altre inutili, correggere i problemi. Il monitoraggio dei prodotti diventa inoltre uno strumento potentissimo di customer engagement che permette di mantenere con i propri clienti una relazione attiva. Per non parlare della parte logistica: si potrebbe tracciare la posizione di un prodotto in ogni momento, controllando se è conservato come dovrebbe (utile per esempio per materiali deperibili, farmaci, food&beverage, sostanze chimiche) o se è utilizzato dove dovrebbe (utile per esempio per utensili o macchinari).

Oggi, rispetto a qualche anno fa, parlare di IoT e INDUSTRY 4.0 è diventato molto più semplice: con la diffusione di dispositivi intelligenti (da quelli più semplici come smartphone, orologi intelligenti, smart tv, automobili), le persone hanno iniziato a capire che la tecnologia fa fare alle cose tante più cose. Come? Integrando mondo fisico e mondo digitale, abilitando nuove modalità di accesso alle informazioni, che possono essere condivise tra più attori della filiera e arrivando al consumatore finale che, prima ancora dei prodotti, cerca le informazioni.

Quello che sta cambiando nella smartificazione, è il fatto che l’intelligenza computazionale è uscita dai computer ed è stata integrata a qualsiasi altro oggetto, che è diventato a tutti gli effetti un touch point interattivo che mette in comunicazione le persone tra loro, i brand con i consumatori e le aziende con le filiere: il tutto in un’unica soluzione di continuità.

La parola d’ordine dell’IoT è massima circolarità dell’informazione, sempre più precisa e di qualità, che aiuta a vedere e capire meglio quello che succede.

IoT sfuma i confini tra produzione e resto del business, perché interconnette i processi produttivi con la logistica, il design e il marketing.

 

Finalmente possiamo dire di essere entrati nell’era dell’Internet of Things in cui miliardi di oggetti connessi in rete parlano con noi e tra noi, ma in ogni caso su di noi. Sei pronto a connetterti?